Il punto L

L’uomo, sarebbe mai potuto rimanere dietro a una donna? Dopo il punto G, di esclusiva proprietà femminile, ecco allora comparire sull’orizzonte salottiero della sessualità, il punto L, con marchio registrato ‘Uomo’.

Il web impazza sul punto L, a diffusione virale i blog si sbracciano a fornire dettagli anatomici e funzionali su questo benedetto punto maschile, proponendo manovre volte a ottenere orgasmi lenti e lunghi, atipici, come soltanto i nostri lontani progenitori riuscivano a carpire. In realtà il punto L è una scoperta paradossalmente del tutto femminile della dottoressa Elisabetta Leslie Leonelli, che nel suo libro ‘Coccole e carezze’ ha svelato gioie e dolori di questa occulta fonte orgasmica squisitamente maschile.

Dove è il punto L?

Forse questo è l’elemento più semplice della trattazione. Abbiamo tutti i giorni sotto mano questo fantomatico punto e nemmeno lo sappiamo. Sulla superficie compresa fra ano e scroto troviamo il nostro punto. Avete presente come nei migliori racconti erotici, le zoccole di alto borgo fossero solite masturbare i loro clienti di riguardo massaggiandoli con la mano libera in quel punto? Ecco, nella loro inconsapevolezza di troie, stavano massaggiando la lettera L.
In sintesi, non è altro che la zona in cui il pene affonda le proprie radici nelle nostre viscere. Se pensiamo di avere un uccello piccolo, rallegriamoci, in quanto ne abbiamo almeno altrettanto dentro la pancia!

Perché stimolare il punto L?

Con un po’ di pratica da parte di entrambi i partner, stimolando il punto L si possono ottenere orgasmi più lenti e lunghi rispetto a quelli che solitamente frequentiamo. Inoltre gli orgasmi così ottenuti non necessariamente devono coincidere con l’eiaculazione, a dimostrazione del fatto che emissione di sperma e culmine del piacere non sono fasi legate indissolubilmente, ma possono essere scisse e offrire singole esperienze di piacere qualitativamente differenti.

Come stimolare il punto L?

La dottoressa Leslie sembra una grande esperta in questa pratica. Molte foto sexy, inoltre, ci possono aiutare a eseguire le manovre nel migliore dei modi. Esistono tre modalità di stimolazione:

1. Stimolazione orale, attraverso un’azione di suzione operata sull’uretra si va a stimolare il profondo punto L. Senza esercitare un’eccessiva e irritante aspirazione, le labbra dovrebbero procedere a succhiare il glande con regolarità, inframmezzando brevi pause. Qualora sopraggiunga l’orgasmo, la bocca non deve assolutamente interrompere l’azione, in quanto se è vero che sperma e orgasmo non sempre vanno insieme, è probabile che dopo poco sarà la volta dell’eiaculazione.

2. Stimolazione manuale esterna, sicuramente la più semplice, anche fai da te ma con esiti sicuramente meno esaltanti di quella eseguita da mano estranea. Carezze e leggere pressioni della zona fra testicoli e ano, dovrebbero essere sufficienti a stimolare il punto L interno, rendendo più complesse e variegate le sensazioni di piacere raggiunte attraverso la contestuale manipolazione del cazzo nelle consuete modalità.

3. Stimolazione interna attraverso la prostata, soltanto l’idea fa fuggire molti uomini abituati alle dure sessioni erotiche che si possono leggere in molti racconti erotici. Eppure un dito in culo, fino a metà falange, che mima la richiesta rivolta a qualcuno quando gli si dice ‘vieni qua’, fa la sua differenza. Stimolare l’ano e le sue parti limitrofe non significa essere gay (e anche se così fosse non dovrebbe importare davvero niente a nessuno, in quanto ciascuno col proprio buco di culo fa cosa desidera) significa soltanto amplificare la proprie competenze orgasmiche per rendere più completo un piacere condiviso.

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