Walter, un assistente molto carino

La mia esperienza universitaria era iniziata qualche anno fa, e tra i vari professori e colleghi, non avevo mai conosciuto mai un uomo così attraente come l’assistente di fisica che assisteva il professore ordinario, aiutando me ed i miei colleghi a comprendere meglio le sue lezioni.

Walter si era laureato presso la stessa facoltà che frequentavo, e si era distinto per gli importanti traguardi raggiunti in fase di sperimentazione; lo aveva fatto durante il dottorato di ricerca da lui frequentato.

Il mio assistente offriva la sua professionalità anche in orari extra lavorativi, e proprio in questo caso, spesso si fermava, durante la pausa pranzo, a dare spiegazioni aggiuntive sugli argomenti spiegati dal professore.

La fisica era stata da sin dai tempi del liceo il mio tallone di Achille, e le mie necessità di apprendere in maniera eccelsa determinati argomenti si erano fatte vive più che mai.

Un giorno, in pausa pranzo, chiesi a Walter un appuntamento per avere delucidazioni più approfondite su alcuni argomenti: fui molto sorpresa nello scoprire che l’assistente si stava rendendo estremamente disponibile a ricevermi, senza problemi, a casa sua.

Approfittai immediatamente dell’opportunità concessami e mi ritrovai a casa sua nel pomeriggio del primo giorno utile: Walter impiegò tre ore del suo prezioso tempo per portare a termine i suoi insegnamenti, e poi mi chiese di cucinare qualcosa con quello che trovavo in frigo come se fossi una sua confidenziale amica.

Fui molto lusingata da ciò, e mentre mi accingevo a cucinare, il mio assistente posizionò le sue mani sui miei fianchi, dicendo che avevo una bellezza fuori dal comune e che ormai da tempo si era invaghito di me.

Spensi il fuoco appena acceso, e girandomi velocemente verso di lui, lo abbracciai, e concedendo le mie labbra alle sue, esposi interamente le mie forme ai suoi sfoghi ormonali.

Ero molto attratta da lui: non solo per il suo aspetto fisico, che lo rendeva un uomo particolarmente affascinante ed attraente, ma anche perché allo stesso tempo, una sua attenzione sarebbe stata determinante per il proseguire dei miei studi.

Walter palpò con decisione i miei grandi seni, e andando ancora più giù, fece sentire la sua alla mia calda passera la sua mano lesta facendo accrescere la mia eccitazione.

Abbassai i suoi pantaloni tirando fuori la sua belva infuriata: portai alla bocca la stessa per dare sfogo alla sua eccitazione e facendola venire abbastanza velocemente ne ingoiai il suo prezioso liquido.

Walter ricaricò la sua asta d’acciaio e mi mise in posizione prona sul tavolo della cucina: guardando la mia grossa vagina da dietro, inserì la sua arma dura più che mai, dentro di me provocando orgasmi immensi ed infinitamente piacevoli.

Il mio assistente quella sera mi diede proprio una dura lezione.

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